La gemella silenziosa- S.K Tremayne

9A97EE47-14B4-493D-83D5-619E92E6C05CLondra, marito e moglie sono dall’avvocato di famiglia per discutere dell’acquisto di un’isola al largo della Scozia lasciata in eredità dalla nonna paterna. Sembrerebbe una scena qualunque, una coppia normale. Ma se si guarda bene questa famiglia si vedrà  la troppa magrezza e tristezza di lei e l’alito di alcool di lui. Sarah e Angus sono genitori di due gemelline bellissime di sette anni, bionde, occhi azzurri e bianche come la neve: Kirstie e Lydia. Ma un anno prima Lydia è caduta dal balcone della casa dei nonni ed è morta, e nulla di quello che avevano costruito fino ad allora è bastato per riportarli la felicità.

Kirstie e Lidya Moorcroft erano completamente identiche: avevano gli stessi capelli chiari come la neve, identici occhi blu, lo stesso nasino a patata, lo stesso sorriso furetto e giocoso, la stessa boccuccia rosa perfetta quando sbadigliavano, le stesse ruchette, lentiggini e nei. Erano immagini allo specchio, ma senza capovolgimento. 

Per lasciarsi alle spalle il passato, cercando di non incappare nei luoghi dove hanno visto crescere la piccola, Sarah e Angus decidono di trasferirsi sull’isola di Eilan Torren(isola del tuono), dove sperano di ricominciare. Ma ben presto si accorgeranno che neanche qui il passato sembra volerli abbandonare. Infatti, la piccola Kirstie sembra sempre più silenziosa e cupa, nonostante sia sempre stata la sorella estroversa. Nel momento in cui madre e figlia rimangono sole, Kirstie confessa alla madre che lei è Lydia, che un anno prima quella a cadere è stata Kirstie, che i genitori hanno commesso un terribile sbaglio. Sensi di colpa, deliri, paure iniziano ad insinuarsi nelle crepe di questa famiglia, che già incominciava a sgretolarsi.

Perché continui a chiamarmi Kirstie? Kirstie è morta. Mamma io sono Lydia, è stata Kirstie a morire.”

Questo romanzo mi ha incuriosita sin dalla sua uscita. Se devo basarmi sulla descrizione dei personaggi o dell’ambiente, allora posso dire con assoluta certezza che mi ha preso veramente tanto. Sarah è una madre devastata, piena di paure, con la mente a pezzi. La sua memoria è ferma a quel giorno, non riesce ad andare avanti. Quando scopre la terribile verità, tutto il passato viene ribaltato, spiegandoci a poco a poco cosa potrebbe essere successo quel fatidico giorno. Kirstie o Lydia è una bambina molto triste, ha perso la sua gemella, la sua migliore amica. Ma la permanenza sull’isola porta la bambina a vederla dappertutto. Inquietanti sono i momenti in cui la bambina viene trovata a ridere da sola o a cantare con la voce della sorella morta. Il padre invece è una figura piuttosto marginale, che fa la sua comparsa quando entra in gioco una bottiglia di vino. L’unico momento davvero cruciale per lui è la sua confessione al migliore amico di una cosa successa sei mesi prima.
Parlavo anche dei luoghi descritti nel libro. Claustrofobici, paurosi, i vari posti, in particolar modo l’isola, si trasformano in vere stanze dell’orrore soprattutto di notte o quando piove molto forte.

A parte tutto ciò, la struttura narrativa e l’evolversi della storia mi hanno delusa. Sembra che il libro non riesca ad andare avanti, a dare una giusta regolarità all’intera vicenda, soffermandosi sempre e solo sul passato. Il finale, mi ha lasciata titubante, sicuramente aspettandomi qualcosa in più. Il romanzo, non è male, ma non può essere classificato come un vero e proprio thriller. Purtroppo non ne ha la stoffa.

Alla prossima

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