Una storia straordinaria-Diego Galdino

Una storia straordinaria
Diego Galdino

In libreria dal 14 febbraio
Prezzo Cartaceo: € 9,99
Prezzo Ebook: € 6,99
Il Nicholas Sparks italiano. 

Un autore internazionale ai primi posti nelle classifiche
della Germania, Spagna, Serbia, Polonia e Bulgaria.

Un’intensa e romantica storia d’amoreattraverso i cinque sensi,
il cinema e una Roma piena
di fascino e magia che rendono questa storia straordinaria.

“Diego Galdino è un uomo di rara dolcezza e umiltà
e uno scrittore sensibile e intenso.”

Federica Bosco
Un mix ben miscelato tra Marc Levy
e Nicolas Barreau con un omaggio
alla Roma d’altri tempi
e al cinema d’autore
Un romanzo che richiama
le atmosfere di Io prima di te
di Jojo Moyes
e Un giorno di David Nicholls
Sinossi:

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti.
Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono.
I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita, Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro.
Due anni dopo, la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore.
I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario.
Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Biografia dell’autore:

Diego Galdino (classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza mentre la città ancora dorme, per aprire il suo bar dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città.
Soprannominato dagli amici del locale il Cinderella della letteratura.
Autore di successo internazionale, è tradotto nei paesi di lingua spagnola, in Polonia, Bulgaria e Serbia. Ha esordito con Il primo caffè del mattino, di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici in Germania, Mi arrivi come un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta, L’ultimo caffè della sera, tutti pubblicati con Sperling & Kupfer, mentre Bosco bianco, è stato auto pubblicato per una scelta di cuore.
Con Una storia straordinaria l’autore fa il suo ingresso nel catalogo Leggereditore.

La ragazza nella nebbia- Donato Carrisi

DB81D8C3-BDDB-48CB-8952-2C9FD74438CFComprato, letto e recensito in 48 ore. Per me sicuramente un record. Ma quando si parla di Carrisi la voglia di leggere e finire un suo libro è veramente altissima.  Questo romanzo è uscito un po’ di anni fa, e nel mentre ci hanno girato anche un film(non ho voluto vederlo, prima dovevo leggere il libro). Carrisi infonde paura e ansia sin dalle prime pagine, senza utilizzare neanche una goccia di sangue. Voi direte, possibile? Ebbene sì! La sua bravura è proprio qui. Far spaventare i lettori senza utilizzare scene splatter e senza servirsi di corpi o armi.Per capire meglio vi racconto un po’ la trama. Siamo ad Avechot, un paesino disperso tra le montagne, dove chiunque si conosce e tutti si danno una mano. Il giorno di Natale, una ragazzina di tredici anni, Anna Lou scompare nel nulla, senza lasciare traccia di se. Dopo 48 ore dalla sua scomparsa, capendo ormai che non si tratta di una fuga volontaria, viene chiamato ad occuparsi del caso l’agente speciale Vogel. E qui apro una parentesi. Non vi aspettate di certo il solito bravo poliziotto che fa di tutto per ritrovare la vittima. Vogel è cinico, disprezza chiunque e l’unica motivazione che lo porta a lavorare sui casi è la fama televisiva. Più di chiunque altro sa ciò che piace al pubblico e molto spesso lo ritroveremo a distorcere il caso a suo favore.

Un delitto ben raccontato generava ottimi risultati in termini di audience e poteva fruttare a un network milioni di sponsor e pubblicità, il tutto con un impiego minimo di mezzi.

Il racconto si alterna fra giorni prima della scomparsa e giorni dopo la scomparsa, fino ad arrivare alla notte in cui tutto è cambiato, quando lo psichiatra del posto, ben quasi due mesi dopo la scomparsa della ragazzina, viene chiamato in piena notte per recarsi in ospedale. Qui, seduto nel suo studio, c’è uno sperduto agente Vogel, che non si ricorda perché è tornato in quella cittadina e perché, dopo un incidente con la sua auto, non abbia riportato ferite, ma si ritrova comunque i vestiti sporchi di sangue. Ed è proprio da qui che Carrisi fa partire il suo romanzo, raccontando sotto forma di ricordo tutto quello che è accaduto. I capitoli sono raccontati da punti di vista diversi, infatti ad un certo punto sarà proprio l’indagato del caso, il professor Loris Martini a raccontare la sua versione. Avremo quindi la costante tentazione di dare la colpa a lui, di credere che il colpevole sappia mentire davvero bene. Ma nulla è come sembra e con un gioco da maestro lo scrittore ci sgancerà la bomba finale, quello che nessuno di noi si sarebbe aspettato.

Vedete, il male è il vero motore di ogni racconto. Un romanzo o un film o un videogame in cui tutto va bene non sarebbe interessante… Ricordate: è il cattivo che fa la storia. 

 

Il mio cuore cattivo- Wulf Dorn

1DFBF31B-B8EC-46D6-AC8C-9D571E8B983BOgnuno di noi ha qualcosa di terribile e cattivo dentro di se. Ed è quello che ben presto scopre Doro , protagonista di questo romanzo di Wulf Dorn, scrittore molto amato e conosciuto per “La psichiatra”. Doro ha solo 16 anni quando una mattina si sveglia e scopre il corpo senza vita del suo piccolo fratellino di due anni. Lei, la sera prima doveva farli da babysitter, ma quelle ore sembrano essere state cancellate dalla mente della sedicenne. Dopo quasi due anni, passati perlopiu in cliniche psichiatriche, Doro insieme alla madre vanno a vivere in un altro paese, lontano dal dramma avvenuto ma soprattutto dalle visioni del bimbo morto che infestano la vita della ragazza.

Che cosa hai fatto, Doro? Che cosa hai fatto…?

C’era qualcuno. Un intruso, qui, nella mia stanza. Ne ho sentito la presenza prima ancora di aprire gli occhi. Fredda. Oscura. Malvagia.

Guardami, Doro!

Quella voce, cupa e distorta, non poteva essere d’un essere umano. Impossibile. Semmai di…

No, la mia mente non riusciva ad attribuirle un’immagine, una figura. Tutto ciò che mi evocava era un nero abissale. Qualunque cosa fosse, non riuscivo a descriverlo. Percepivo solo la sua malignità.

Ma sembra che neanche la tranquilla cittadina sia immune da morti e strane visioni che ritornano prepotenti a farsi nitidi e ad ostacolare la pace che tanto Doro sta cercando. Lo scopre ben presto quando nel suo capanno vede un ragazzo malnutrito e impaurito che cerca aiuto da una bestia che lo tiene prigioniero. Ma sembra che anche questa volta nessuno vuole credere a tutto ciò, ed è così che Doro intraprende una ricerca tutta personale sulla reale identità di questo ragazzo.

In questo libro la protagonista è una sinestetica, ovvero una persona che guardando gli altri riesce ad associare ad ognuno di loro un colore, discernendo coloro che mentono o hanno una maschera da chi è semplicemente una brava persona. Molti elementi di psichiatria e psicologia si susseguono a ritmi incalzanti, portando il lettore a dubitare un po’ di chiunque. A pensare che tutto quello che si sta leggendo sia davvero il frutto dell’immaginazione di una ragazzina un po’ fuori dall’ordinario. Ma d’altronde, la bravura di Dorn sta proprio in questo. Stupire il lettore e portarlo a dubitare persino di se stesso. A differenza però della Psichiatra, ho trovato questo libro meno coinvolgente e sicuramente più lento, da do quasi l’impressione di essere forzato in alcune sue parti.

“In ognuno di noi c’è qualcosa di malvagio, di cattivo, di perverso. E’ la parte di noi alla quale dobbiamo stare sempre molto attenti, ma che qualche volta è più forte di noi.”

Un’altra delle cose che non mi è piaciuto per niente è l’alternarsi fra passato e presente. Questa sovrapposizione fra immagini riguardanti Kai il fratellino morto e nuovi atroci omicidi che sconvolgono invece il suo presente. Avrei preferito che Dorn continuasse con la storia di Kai e del mistero che aleggia intorno, invece di creare due story Line. Ma ovviamente de gustibus.

Alla prossima

Resto qui- Marco Balzano

FAFE2F25-D5E3-4887-8C66-DF3833E4FFDFRiscoprire alcuni libri usciti un po’ di anni fa è uno dei miei nuovi obiettivi. Spulciando pigramente fra i vari titoli proposti da alcune collane mi sono imbattuta in questo romanzo edito Einaudi. Sicuramente ciò che salta subito all’occhio è quel campanile che svetta in mezzo a una distesa di acqua. E da qui la domanda: cos’è questo posto? Di cosa parla il libro? Per chi non ci fosse mai stato(neanche io), il campanile è ciò che rimane di un paese nel Sud-Tirolo, ai confini con l’Austria, Curon. Da qui parte la storia di Trina, giovane donna, maestra, che nonostante la sua capacità di insegnare a chiunque, è costretta, sotto il regime fascista a dover rinunciare al tedesco e dare solo lezioni di italiano. Già pronta ad andare contro le imposizioni del sistema, scopre ben presto che la vita in quegli anni e’ tutt’altro che facile. Incontrando Erik ha finalmente la possibilità di respirare un attimo, ma si accorge che il marito è deciso a combattere e restare attaccato alle sue radici. Trina e Erik vivono i primi anni del matrimonio con la tranquillità di una coppia di novelli sposi, che viene impreziosita dall’arrivo di due figli.  Ma la guerra è ormai alle porte e la povertà dilaga ovunque. Il fronte è una minaccia costante, così i due coniugi scappano e si nascondono fra le montagne, disertando e andando contro quella guerra che va contro ogni loro ragione.

Curon è sicuramente la protagonista assoluta di questo romanzo quasi epistolare, dove Trina in una sorta di diario o lettera lunghissima, racconta alla figlia scomparsa cosa ne è stato di questo paese ai margini del mondo. Di come fascismo e nazismo abbiano giocato come su una grande scacchiera a spostare pezzi e a muovere pedine, andando contro ogni persona residente in quel luogo. Da un giorno all’altro gli abitanti hanno dovuto subire le scelte economiche-politiche di chi saliva al potere, ignorando le richieste d’aiuto. E tutto quello che hanno potuto fare è stato di affidare una preghiera a Dio o girare la testa dall’altra parte. Di come hanno dovuto accettare, quasi senza protestare che il loro paese venisse travolto dall’acqua, permettendo l’innalzamento di una diga che facesse comodo solo ai potenti.

Leggere questo romanzo mi ha fatto davvero bene, perché sono riuscita a scoprire una realtà che purtroppo non conoscevo e di cui non avevo sentito parlare. Di un posto dove la parola restare è ancorata come una zavorra a quella terra di montagne e pascoli. Di persone che hanno dovuto accettare l’infame destino sentendosi traditi da un Paese troppo preso a schierarsi al primo capo politico più in vista. Attuale come non pochi, questo testo rimane impresso nella memoria del lettore.

Ci avessero domandato quel giorno qual era il nostro desiderio più grande, avremmo risposto che era continuare a vivere a Curon, in quel paese senza possibilità da dove i giovani erano scappati e tanti soldati non erano più tornati. Senza voler sapere niente del futuro e senza nessun’altra certezza. Solo restare.

Una stanza piena di gente- Daniel Keyes

FC88AE9B-20B8-4FDB-B8AD-6C8FEBE566B5Bentornati cari lettori e buon anno. Parto subito con il recensirvi un libro che ho comprato un paio di anni fa, iniziato a leggere ma mai terminato. Ho deciso di riprenderlo in mano e continuare a leggerlo, e ho capito che se non lo avessi fatto mi sarei persa un gran bel trattato su un disturbo poco conosciuto: la personalità multipla. L’autore di questo libro è uno psicologo che ha voluto raccontare la storia di Billy Milligan dal suo arresto. Billy, infatti, fu catturato e giudicato colpevole di vari reati, fra cui rapina e stupro ai danni di 3 giovani donne.
Dal momento in cui viene portato in carcere, però, gli avvocati difensori capiscono subito che qualcosa nel modo di comportarsi dell’imputato non quadra. E attraverso varie analisi e test compiuti da vari psichiatri si arriva a capire che Billy ha diverse persone dentro di se. Ho voluto rimarcare il concetto di persone e non personalità, perché più volte Billy ha corretto chi sbagliava, affermando che chiamarle personalità voleva dire non accettare la verità, ma affrontare tutto questo come una malattia.
A mano a mano che viene raccontata la sua storia vengono fuori almeno dieci persone, fra cui Arthur che ha un accento inglese e scrive in arabo, Allen che fra tutti è colui che esce sul posto quando bisogna risolvere una situazione attraverso la loquacità e Ragen, jugoslavo,che ha il controllo dell’odio e della rabbia. L’autore, già attraverso l’analisi di queste persone è riuscito a trasmettere il caos o comunque il se frammentato del protagonista. Ricostruire i loro dialoghi, il loro essere scollegati ma comunque collegati ha creato una stesura di questo romanzo molto armoniosa. Andare a fondo e raccontare di questo disturbo non è cosa alquanto facile, anche perché non ci sono molti casi documentati di persone con tale problematica.

Tutte le informazioni contenute in questo libro mi sono state fornite da Milligan «integrato», dalle sue altre personalità e dalle sessantadue persone la cui strada, in momenti diversi, ha incrociato la sua. Scene e dialoghi sono ricostruiti attraverso i ricordi di Milligan. Le sedute di terapia sono tratte direttamente dai nastri registrati. Non ho inventato niente.

 

Il libro, per meglio essere meglio compreso viene diviso in tre parti: la prima parte è quella che racconta l’arresto e di come vengono fuori le varie persone. Nell’ultima parte, prima della seconda viene fuori il Maestro, che altri non è che Billy unito con tutte le sue altre persone. Poco alla volta, nella seconda parte Billy incomincia a ricordare tutta la sua vita, soprattutto quelle zone d’ombra che si creavano a causa dell’alternarsi fra di loro di tutti loro. Conosciamo l’infanzia di Milligan caratterizzata dal suicidio del padre biologico e dall’abuso del patrigno. Proprio questa condizione ha portato Billy a frammentarsi, a proiettare su altre persone quel male fisico che stava subendo in quel momento. La sua mente si estraniava e quindi le torture e le violenze fisiche e sessuali venivano subite da altri. Infine la terza parte continua con il modo in cui il disturbo di Billy viene trattato dai vari ospedali che lo prenderanno in cura, sottolineando come il suo caso viene ostacolato e soprattutto preso come monito da parte di politici e giornalisti.

È così che lo chiama Arthur. Ci ha spiegato come funziona quando uno di noi deve venir fuori. È un grande fascio di luce bianca. Tutti stanno introno, guardando o dormendo nei loro letti. E chiunque mette piede sul posto, è fuori nel mondo. Arthur dice che chiude sta sul posto possiede la coscienza.

Ben trattato, accurato e molto semplice da comprendere anche per chi non ha studiato psicologia o psichiatria, questo romanzo si conclude con cosa ne è stato di Billy dopo la sentenza. Il libro si conclude con l’anno 1982, ma per chi volesse conosce successe dopo può tranquillamente consultare Wikipedia.
Alla prossima

Il Club dei lettori assassini- Carlos Garcia Miranda

368B35DE-CB6D-4704-9263-7D7430FBAD31Cari lettori, è tempo di bilanci ormai. Siamo giunti alle soglie di questo 2019 e a me mancano ancora due, oltre questo, libri da recensire. Nel complesso posso dire che è stato un anno molto proficuo. Ho deciso di ritornare a leggere e parlare soprattutto di thriller e gialli, prediligendo questo tipo di scrittura ai vari romance. Uno degli ultimi thriller che ho letto è questo qui, edito da Dea planet, che ha deciso di mandarmi una copia. L’autore ha pubblicato per la prima volta un romanzo prediligendo il genere horror/thriller.

Premettendo che a me il romanzo è piaciuto, incomincio con il raccontarvi di cosa tratta. Sta a voi decidere poi se darli una chance. A Madrid, nell’Università Complutense, un gruppo di giovani studenti decide di dare vita a un gruppo di lettura ispirato al grande maestro dell’horror Stephen King.  Il primo libro di cui viene discusso è It, celebrando il celebre pagliaccio che ha causato non poche fobie nei suoi confronti. Ma il gruppo è destinato a sfasciarsi nel giro di un incontro non avendo riscontri positivi fra i vari membri. A causa, però della presenza di questo pagliaccio, i nostri ragazzi decidono di ordire uno scherzo ai danni di un giovane professore. Ma lo scherzo si tramuta presto in un omicidio. E qui, parte dal mio punto di vista il primo problema che il nostro club del libro ha incontrato: la POLIZIA! Avevate la possibilità di chiamarla e raccontare che tutto quello che è accaduto non è stato altro che un incidente . Invece no. Avete deciso di tacere e lasciare che gli eventi ancora più catastrofici si susseguissero in un completo effetto domino. I nostri giovani lettori scoprono al più presto che tutto quello che avevano organizzato, la verità sul professore, è stata raccontata in forma anonima e romanzata su un romanzo a puntate pubblicato su Wattpad.
Ma l’autore anonimo non solo racconta il retroscena dell’omicidio, ma ben presto incomincia a raccontare di come i vari membri del club verranno uccisi. E come un film horror, i ragazzi incominceranno ad essere uccisi per mano di uno psicopatico. Non solo. I vari omicidi ricalcano in modo dettagliato varie scene raccapriccianti dei migliori romanzi di King.

Carrie, Misery, Shining sono solo alcuni dei più importanti romanzi del Maestro che da vita alle peggiori paure che gli esseri umani possano sviluppare. In questo romanzo che li celebra, il terrore ti inizia a inseguire a metà libro. Ho constatato, invece, che i primi capitoli, oltre a dare una descrizione dei vari protagonisti, fra cui Angela, che potremmo definire la protagonista centrale, sono molto miseri e potrebbero portare il lettore a lasciar perdere la storia. Invece andando avanti ho iniziato ad avere la voglia di proseguire e scoprire chi fosse in realtà lo psicopatico killer. Tutti quelli che nella mia testa erano gli assassini, poi sono morti. Quindi la bravura dello scrittore è stata quella di non farci capire nulla, fino ad arrivare alla scoperta finale. Il tutto intriso da non poco sangue.

“In centinaia di romanzi Angela aveva trovato il passo in cui il protagonista arrivava al punto di non ritorno. Una svolta sbagliata, la conseguenza di una decisione errata, fondata su un momento irragionevole, che spingeva la sua vita in una nuova direzione, verso il disastro più assoluto, come quando Eracle uccide sua moglie Megara insieme ai loro figli o quando il dottor Frankenstein dà vita alla sua creatura o il momento in cui il Rodion Raskol’nikov di Dostoesvskij è preso dall’ossessione di uccidere Alëna Ivanovna. Tutti personaggi che distruggono il proprio futuro in un solo secondo, senza poter tornare indietro, mai più.”

Quindi, cari lettori, appassionati di questo genere, correte ad acquistare il libro. Vi farà passare sicuramente delle bellissime ore.

kill creek- Scott Thomas

AF95389A-C611-497D-B371-7472A0FF9242C’è un fiume che serpeggia le sponde tranquille di una cittadina. Teatro di abomini e orrori, ha deciso di ritirarsi timoroso delle disgrazie che colpiscono chi si appresta a varcare la soglia della casa che gettava le fondamenta nei suoi argini. Kill creek è un luogo oscuro, malato che viene ricordato solo per le sue tragedie. Ed è proprio da questo luogo che parte la nostra storia.
Ogni racconto horror che può chiamarsi tale ha dietro di se una storia di fantasmi o omicidi. La casa sul Kill creek ha le sue fondamenta in una storia intrisa di amore e odio. Costruita nel 1859 in Kansas da un uomo solitario che si innamorò di una donna di colore, vide l’assassinio di chi l’aveva costruita insieme alla sua donna che fu impiccata all’unico albero del giardino.
Per molti anni vari acquirenti cercarono di abitarvi ma nessuno riuscì mai a rimanerci per più di un anno, fino a che arrivarono le sorelle Finch, Rebecca e Rachel, due gemelle, una delle quali sulla sedia a rotelle, che si occuparono della casa fino alla loro morte.

La casa sul Kill Creek è ancora in piedi. Vuota. Silenziosa. Ma non dimenticata. Non del tutto. Le chiacchiere della gente sono la sua vita, le storie il suo respiro.

Chi ama le storie horror condite da un po’ di splatter, allora capirà che  questo romanzo fa al caso vostro. Diviso in cinque parti, il racconto incomincia con la conoscenza di quattro scrittori horror che il 31 ottobre vengono chiamati a girare un’intervista nella casa sul Kill Creek. Conosciamo Sam, scrittore e professore di racconti horror, che da più di un anno non riesce a scrivere il suo nuovo romanzo. Tormentato da incubi che lo ritraggono da bambino, tenta di nascondere al mondo un episodio legato al suo passato che ha a che fare con il suo braccio completamente bruciato. T. C. Moore nasconde il suo passato attraverso battute pungenti e comportamenti da vera stronza. I suoi libri sono racconti tendenti al masochismo e alla distruzione totale. Daniel Slaugheter, pacione e tranquillo racconta nelle sue storie come il male viene sempre e comunque battuto dal bene. Ed infine Sebastian Cole, settantenne, scrittore molto amato, che vede in questa intervista un modo per ritornare a vendere.

Quella casa lo rendeva nervoso. Non sapeva dire esattamente perché. Coppie non era un uomo superstizioso. Non credeva in Dio. Aveva sentito certi racconti su quella casa, però. Adesso che ci stava davanti gli sembrava… qual era la parola? Sinistra. Era questo.

La notte di halloween tutti e quattro, compreso l’intervistatore si ritrovano in quella casa infestata e maledetta. Strane visioni iniziano a serpeggiare fra quelle mura, come se qualcuno o qualcosa avesse deciso di dare vita alle loro paure più profonde. Lo scrittore è riuscito a tenermi incollata alle pagine in maniera assurda. Utilizzando suoni e varie visioni ha voluto ricreare atmosfere tipiche dei vari film horror che ero solita vedere da ragazzina e che mi piacevano davvero tanto. Il racconto è un susseguirsi di paura e orrore che vanno a terminare con il finale che mi ha lasciata non poco basita. I personaggi sono stati creati ad hoc, forti ma allo stesso tempo fragili. Vittime quasi sempre di quelle stesse paure e situazioni che vanno a decantare nelle loro storie. Il linguaggio è semplice ma sicuramente d’effetto, riesce a far vivere al lettore una sorta di parallelismo diretto con quella casa vuota e nascosta. Che dire, il risultato finale è un piccolo gioiello in mezzo a tanti romanzi che tentano di spiccare il volo ma rimangono bloccati nella loro narrazione. Scott Thomas, invece, con quei pochi elementi tipici dei racconti di paura ha saputo creare una vera chicca che mi ha tenuta molto spesso sveglia di notte.

Alla prossima