L’uomo di gesso- C.J Tudor

A597BB2D-393A-4AF2-8F9A-D0886A8C4BC9

Cari amici lettori, ritorno a parlare dei miei bene amati thriller e questa volta vi intrattengo con un romanzo veramente molto bello. “L’uomo di gesso” secondo me è una lettura che si sposa bene con il periodo di Halloween, intrisa di personaggi ambigui, strani disegni e apparizioni notturne. Quando ho iniziato a leggerlo la mia mente ha fatto subito un confronto con un celebre romanzo di Stephen King: It. Infatti anche qui ritroviamo un gruppo di cinque ragazzini, 4 maschi e una ragazza dai capelli rossi, che si incontrano nei boschi e tentano di non farsi beccare dai ragazzi più grandi(avete notato anche voi la somiglianza?).  Ma qui smettono le similitudini . Il libro si svolge su due piani temporali ben precisi, il 1986 e il 2016. Nel 1986 Eddie, voce narrante dell’intero romanzo e i suoi amici trascorrono l’estate dei loro dodici anni affrontando varie prove e vivendo vari traumi che si ripercuotono su ognuno. Tutto incomincia con una semplice giornata al luna park, prima vera prova per questi piccoli ragazzini di uscire da soli. Qui, Eddie si ritroverà suo malgrado ad assistere a una quasi tragedia: una bellissima ragazza viene deturpata in modo spregevole da una giostra che in quel momento si è staccata dai cardini.  Grazie all’intervento del nuovo insegnante, il signor Halloran, la ragazza si salva in extremis. In questo piccolo paese sembra che tutto ruoti intorno al mistero e all’angoscia, strani suicidi, pestaggi che portano a farsi mille domande e il ritrovamento di un corpo senza testa daranno vita a quesiti che non avranno risposta per almeno trent’anni.

Nel 2016 infatti i vari componenti di quella combriccola che ritrovò il corpo decapitato riceve un messaggio contenente  un omino di gesso. Ed e i suoi amici si ritroveranno, di nuovo, a venire a conoscenza dei segreti di quel luogo e a dare vita a una storia degna di un bellissimo film horror.

Tutti commettiamo degli errori. Ciascuno di noi ha dentro di sé il bene e il male. Solo perché uno fa qualcosa di terribile, si merita forse che quell’unica azione sovrasti e cancelli tutto il bene che ha fatto? O forse ci sono delle cose talmente cattive che nessun atto di bontà può redimerle?

In una spirale crescente di ansia e paura, ritrovo finalmente una storia che mi ha lasciato con il fiato sospeso. Sin dalle prime righe ho capito che questo è il libro adatto a me, dove ogni capitolo si conclude con una rivelazione o qualcosa che mi lascia sconcertata.  Posso dire che questo libro rappresenta quello che per noi, amanti del genere thriller, è il sacro graal. Un concentrato di adrenalina, alta tensione, ansia e paura che conferiscono un aspetto tragico e lugubre. Consiglio vivamente di leggerlo per comprendere appieno la mia felicità.

Alla prossima

Capital S- Elisa Gioia (blog tour)

AE9B3C0D-7583-4A7B-A03D-A0087C5F9C82È uscito il 22 luglio il nuovo romanzo di questa autrice che amo e stimo molto. Capital S è un Office romance ed è il primo di una serie che vede come tema principale proprio l’amore nel mondo degli affari. Di questa tematica ne hanno trattato in ogni dove, ma quello che Elisa fa è creare la magia. I suoi protagonisti Ethan e Holland dovrebbero anzi sono i poli opposti di un mondo in cui continuamente viviamo. Ethan Sanders è un capo stronzo, meschino, incapace di provare sentimenti, dedito alla conquista del mondo e dei soldi. Invece Holland è dolce, buona, comprensiva, attenta ai bisogni degli altri e vive in una casa popolare. Ma grazie alla magia e alla penna della scrittrice, questi due individui si incontrano. E lo fanno subito mettendo a nudo, ognuno, il proprio vissuto. In una chiesa, durante un matrimonio, Ethan vede questo piccolo elfo dai capelli rossi, nascosta dietro una colonna che piange e si commuove davanti alla scena che ha di fronte. Ethan, non ho sentimenti, Sanders intrigato dalla bellissima ragazza cerca in tutti i modi di presentarsi e portarla nel suo attico. Ma quello che non si aspetta è che Holland non cerca una semplice avventura e quindi rifiuta l’invito.

Per qualche strana ragione, trovavo più eccitante litigare con il cattivo della storia che farmi baciare da un principe azzurro dall’armatura scintillante

Quello che nessuno dei due si aspetta è di trovarsi a lavorare insieme, o quasi. Holland diventa a sua insaputa l’assistente personale di Ethan, magnate dell’editoria e presto nuovo proprietario di una lunga catena di industrie.  Lavorare accanto non sarà semplice, per nessuno dei due. Dovranno combattere contro l’incessante bisogno fisico di aversi e continueranno a battibeccare per l’intera storia.

Mi dava alla testa. Era riuscita a insinuarsi sotto pelle. Era ossigeno e veleno. Fantasie e imprudenze. Arcobaleni e tempeste. Tutto ciò che desideravo, è tutto ciò che non meritavo

Ethan , Holland e New York. Perché in questo romanzo il terzo protagonista è proprio la Grande Mela. Decantata, osannata, vi ritroverete a girovagare per queste strade dove sale fumo dai tombini, dove ad ogni angolo c’è un carretto di leccornie, dove chiunque trova il proprio spazio, il proprio sogno. Grazie a Elisa sono riuscita a viaggiare con la fantasia e a vivere per un giorno nella città che vorrei un giorno visitare. Come in quelle commedie rosa che adoro, un po’ Serendipity, un po’ Pretty Woman, Elisa ha saputo dare vita a una storia dove si tifa sempre un po’ per lo stronzo di turno. Dove i buoni sentimenti rischiano di sprofondare ma che risalgono e si danno man forte. Come una fata dalla penna magica, ha saputo buttare polvere scintillante su cuori aridi e persone vuote. Si ha sempre un po’ bisogno di queste storie, di queste scrittrici, per non dimenticare mai che la favola, se si vuole, la si può vivere in ogni attimo.
Prendete un bel pacco di M&m’s, aprite una coperta su di un prato(non sarà certo il Central park, ma potete pensarlo) e iniziate a leggere questo piccolo gioiello.

Alla prossima

L’ipotesi del male- Donato Carrisi


9D1DBCA4-5BE2-47A1-91D4-C5996DDEACA5Se esistesse un solo uomo sulla terra,sarebbe buono o cattivo?»
«Né l`una né l`altra cosa…o forse entrambe le cose.»
«Esatto» disse Berish. «Le due forze non sono affatto una dicotomia,due opposti necessari per cui senza il male non esisterebbe il bene e viceversa. Il bene e il male a volte sono il risultato di una convenzione ma,soprattutto,non esistono in forma assoluta. L`ipotesi del male,infatti,recita:”Il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri,ma è valido anche il contrario”»
«È un po’ come affermare che facendo del male si può anche fare del bene,e che per fare del bene a volte è necessario fare del male

Ed è così che viene introdotta la tesi principale del secondo libro dedicato alla saga di Mila Vasquez, già incontrata ne “il suggeritore”. Mila continua a combattere contro i suoi demoni e il buio che cerca di avvolgerla. Sono passati sette anni dalla fine dell’indagine più importante della sua vita, che non solo le ha lasciato una strana paura addosso ma anche una figlia, Alice.  La vita di Mila ora è dedita al Limbo, la zona della polizia che si occupa della  ricerca delle persone scomparse. Insieme a lei il capitano Steph, integerrimo e autorevole, ma anche premuroso nei confronti della sua unica poliziotta. Gli scomparsi occupano un posto principale nella stanza della polizia. Ben presto, però questi individui tornano, ma lo fanno nel modo più teatrale possibile, uccidendo chi nella loro vita precedente aveva fatto loro del male. Fra di loro anche un ex poliziotto che si occupava del limbo e che a sua volta scomparve senza lasciare traccia. Andando avanti con l’indagine, Mila si dovrà avvalere dell’aiuto di Berish,  un poliziotto reietto. Molti anni fa infatti fu considerato corrotto e da allora nessuno li permette di lavorare ad un caso, se non per far parlare durante gli interrogatori. I due scopriranno ben presto che quello che si cela dietro queste ricomparse è qualcosa di così grande che ha iniziato ad agire ben più di vent’anni prima.

Carrisi come sempre mi ha lasciato addosso la voglia di continuare a leggere un altro suo libro e non staccarmene più. La sua prosa è veloce e d’impatto, le pagine volano tra le mani del lettore, subendo una sorta di full immersion letterario. Le scene tranquille e piene di dialogo sono pari a quelle di azione, garantendo un continuum tra tutte le scene evocate. La paura e l’adrenalina scorrono durante la lettura, non lasciando nulla al caso. Come sempre consiglio vivamente agli amanti del thriller di leggere almeno un libro di questo grandissimo autore.

Alla prossima

Il ladro di anime- Sebastian Fitzek

945AE2B6-71EE-4309-A43F-40D82C4292FBQuesto mese sono in super ritardo con le recensioni. Ho finito di leggere almeno tre libri e le recensioni le sto ammassando🙀 bravissima Giovanna😅. Allora ho letto finalmente questo libro di Fitzek di cui tutti parlano. E devo dire che la mia opinione in merito è piuttosto neutrale. Mi spiego: la trama in se è accattivante, mi piace molto, anzi addirittura fino a metà libro mi aveva catturato talmente tanto che non volevo mollarlo. Poi incomincia a scemare, perdendosi dietro frasi e pensieri prolissi che avrei tranquillamente sorvolato.

Il romanzo si svolge in una stanza, identificata con la biblioteca di un ex struttura, dove alcuni ragazzi sono stati chiamati per partecipare ad un esperimento. Con loro si trova un professore che spiega come sarà strutturata la giornata. I ragazzi si ritrovano a leggere delle cartelle cliniche che sono state sviluppate come una sorta di romanzo dell’orrore. La storia si svolge in un’intera giornata, il 23 dicembre. Fuori nevica copiosamente e nella struttura psichiatrica alle porte di Berlino alcuni pazienti stanno chiacchierando fra di loro. Conosciamo Caspar, che è anche il protagonista della storia, un uomo che ha perso completamente la memoria solo dieci giorni prima, trovandosi sulla strada che porta all’edificio.  Incontriamo Greta, paziente depressa, molto anziana e con la fissa per gli indovinelli. In più vari medici che orbitano intorno a questa struttura, ognuno con il proprio metodo.
Proprio durante quella giornata arriva in struttura un’ambulanza con all’interno un paziente con la gola recisa. Solo con il passare delle ore e con la consapevolezza che qualcosa di abominevole stia succedendo, i vari pazienti capiranno che il Ladro di anime, di cui tutta Berlino sta parlando è riuscito a introdursi nell’ospedale.

Si dice che gli uomini manifestino la loro vera natura nelle situazioni estreme. Quando le circostanze non permettono più di agire secondo i valori inculcati da anni di condizionamento esterno. Così una crisi diventa come un coltello affilato: toglie la
buccia e lascia uscire il nocciolo, la condizione primigenia, non ancora formata e di solito dominata dall’istinto, in cui lo spirito di sopravvivenza prevale sulla morale.

Le vittime del Ladro di anime non presentano segni di violenza o abusi, non hanno sul corpo nemmeno un graffio, eppure non riescono più a muoversi, a parlare, sonno vittime di una catalessia permanente che addirittura le porta alla morte dopo essere state liberate dall’assassino.

La storia come affermavo all’inizio e’ molto coinvolgente. Una clinica psichiatrica, un pazzo assassino, una condizione climatica avversa che non permette alle persone chiuse lì dentro di poter fuggire. Ma nonostante le bellissime premesse, il romanzo non riesce a prendermi, si blocca e mi blocca tanto da voler arrivare rapidamente alla fine. Dopo un certo punto la situazione va in stallo e ti ritrovi a cercare di capire cosa può essere andato storto. Il libri non fine totalmente bocciato ma neanche eletto come un bellissimo libro. Sicuramente ci passi delle belle ore, ma addosso non ti lascia granché.

Alla prossima

 

Recensione in anteprima : Il sogno- Franck Thilliez

A87FB7C4-1FA6-4B2D-9993-6DD538C7D80C

Il 2 luglio, grazie alla Fazi, torna lo scrittore che ci ha riempito la testa di mille dubbi e tanti altri rebus da risolvere. Se con “Il manoscritto”, Thilliez ha dato vita a un romanzo definito sia da me che da altri un capolavoro, allora non vi resta che leggere il suo nuovo libro. La protagonista principale di questa storia è Abigail, psicologa criminale che conosceremo durante il caso di Freddy. Questo è il nome dato da lei e dalla sua squadra all’uomo che nella parte Alta della Francia sta rapendo bambini. Il suo modus operandi però è ben lontano da quello di un semplice pedofilo o serial killer. Dopo ogni due mesi che un bambino viene rapito, infatti, in un bosco viene ritrovato lo spaventapasseri costruito con i capelli della prossima vittima. La corsa contro il tempo per riuscire a fermarlo, però, è contrastata da una serie di variabili impazzite che sono rappresentate dal quotidiano di Abigail. Infatti la psicologa soffre di un grave disturbo del sonno, la narcolessia, che la fa addormentare  in qualunque posto lei si trovi.

“Per la maggior parte delle persone, il sogno finisce al risveglio. Ma per me, distinguere il sogno dalla realtà è diventato ogni giorno più difficile. Perché in questi ultimi tempi, anche da sveglia, devo assicurarmi di continuo che non sto dormendo. Devo essere sicura che ciò che vedono i miei occhi o sentono le mie orecchie sia la realtà.“

Sin dalle primissime pagine, si può dire sin dall’incipit, capiamo che questo è un romanzo che ci farà addentrare in un labirintico mondo di sogni e fatti reali, e sarà nostra premura capire cosa è vero e cosa no. L’autore ha ricostruito sopra molti capitoli una sbarra spazio-temporale che si districa fra due vicende che hanno segnato e che segneranno la vita della psicologa. Abigail infatti è segnata da una tragedia ben più profonda delle cicatrici che le ricoprono il corpo. Una notte d’inverno nel 2014 perde sia il padre che la figlia in un grave incidente d’auto, dove lei ne è uscita illesa. Di li in poi tutto ciò che riguarderà la sua vita e le indagini sul mostro andranno di pari passo. Bisogna tenere presente che i salti temporali molto spesso ci faranno perdere per un attimo la concentrazione, destabilizzandoci. Ma l’importante è controllare sempre la barra in alto per avere una visione chiara dell’insieme.

Realtà nella realtà, sogno nel sogno, vite parallele che si intrecciano fino a formare un complesso mondo di ipotetici scenari, rappresentano questa scrittura così fluida e così veloce da toglierti anche il fiato. Andare avanti, girare le pagine è una questione di estrema importanza. Cercare di capire motivazioni e sotterfugi, a volte perdendo anche delle piccole sfumature nascoste che l’autore ha voluto celare nelle parole. Thiellez, come sempre, ha voluto trasformare la sua opera in una sfida con il lettore( ve ne renderete soprattutto conto nell’ultima pagina). Mai noioso, mai scontato, il suo è una corsa contro il tempo, un lavoro di interpretazione dell’animo umano. Possiamo dire che ha voluto sfidare se stesso. È riuscito dove altri hanno fallito miseramente. Ha creato un altro capolavoro.

Alla prossima

 

I cariolanti- Sasha Naspini

64850E3F-A5AE-4E89-A7FE-8C5795AAEC05Io non lo so se ho mai provato la fame quella brutta, quella che neanche ti fa dormire e se per caso ci riesci non fai che sognare quello: di mangiare. La fame quella che ti fa impazzire, tanto che cominci a guardare il secchio dei bisogni, o scavi con un dito per terra, in mezzo a una fessura delle tavole, alle volte ti capitasse un baco tra le mani. Giuro che ti metteresti in bocca di tutto, se piangi non fai che leccarti le mani per sentire il salato. […] Io non lo so se ho mai provato quella fame lì. Quella che a un certo punto, una volta, ha fatto dire al mio babbo: «Ora mi levo dal mondo e mangiate me».

Aldo è un disertore durante la prima guerra mondiale e per riuscire a sfuggire ai soldati decide di vivere sotto terra, in un buco piccolissimo, con la moglie e Bastiano, il suo unico figliolo. Durante questi anni, Bastiano, ancora molto piccolo per capire cosa succede nel mondo esterno si ritrova a vivere di stenti e fame. Gli unici momenti in cui riescono ad avere un pasto decente è quando il capofamiglia riesce ad uscire e cacciare qualche animale. Ma non sempre la caccia va a buon fine. E la fame scava dentro una voragine abissale. Non si ha più capacità di discernere il bene e il male. L’istinto è il sentimento che prevale, smuovendo le viscere e cancellando definitivamente il lato umano di ognuno di noi.
Bastiano cresce ma quello che li rimane appiccicato è quel buco, quelle regole, quel senso di oppressione e libertà che solo le bestie possono provare. Viviamo insieme a lui le tappe più importanti della sua vita, cercando di creare una sorta di empatia con il protagonista. Ma è difficile, molto. Se non si è stati costretti a vivere quello che ha vissuto lui, allora la giustificazione cade, cessa di esistere.
Naspini ha creato Un romanzo che seppur breve tocca il profondo delle mie corde, stringe intorno alle invisibili corazze che barricano la strada della nostra società. Bastiano non può essere accettato da questo mondo così pudico e cosciente, così bon ton da ostentare ricchezza e menefreghismo. Ma quello che succede al protagonista è già accaduto ai nostri antenati, ma anche a persone molto vicine a noi. Quindi no, Bastiano non è giustificabile, ma forse l’intera Storia, l’intera società non lo è

Alla prossima

Dietro i suoi occhi- Sarah Pinghourb

A003869E-CF69-4307-8AB2-E1094B3DCC7FLe mie letture procedono veloci e spedite. Mi sto meravigliando anche io😂. Un altro thriller che ho letto edito Piemme, e che mi ha regalato grandi soddisfazioni. Iniziando la lettura ho pensato che questo libro non facesse per me, e invece mi sono dovuta ricredere. Il romanzo è uscito un po’ di anni fa ed è stato considerato il degno erede de “la ragazza del treno”, uscito poco prima. Avendo letto entrambi, posso dire che questo è molto meglio.
La classica triade marito-moglie- amante viene riproposta quasi in una nuova veste. Il libro, strutturato da due punti di vista, quello di Adele e quello di Louise, rispettivamente moglie e amante di David , racconta quello che succede nella vita di queste tre persone nel momento in cui vengono a contatto fra di loro.
Conosciamo Louise, madre single, che desidera vivere una vita più frenetica ed eccitante, invece di essere solamente un genitore. Una sera, ad un pub conosce David, e complici un po’ troppi bicchieri di vino, i due si baciano. Ma David stronca tutto sul nascere raccontando del suo matrimonio. Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che il giorno dopo a lavoro Louise scopre che David è il suo capo.

Per fidarti della verità di una cosa, devi provarla sulla tua pelle. Non devi aver paura di sporcarti con il fango, di riempirti le unghie di terra. Devi scavare a mani nude per portarla alla luce.

Adele e Louise si scontrano fuori dall’uscita di scuola del figlio di Louise, e subito si presentano. La bionda segretaria ovviamente aveva già visto la bellissima ed eterea moglie di David. Ma non avrebbe mai pensato che potesse essere così socievole e disponibile. Nonostante i suoi sensi di colpa, Louise porta avanti la sua amicizia con Adele , nascondendo il tutto a David, che nel frattempo le ha dichiarato i suoi sentimenti e i due sono diventati amanti. Durante la lettura dei punti di vista di Adele, scopriremo che il matrimonio, che sembra così perfetto dal di fuori, è in realtà una messinscena. David si ubriaca quasi tutte le sere, accusando la moglie di segreti e colpe che riguardano il loro passato.
La storia procede mostrando i lati oscuri del bel dottore, cose che vorrebbe tener sepolte per sempre. Ma sarà davvero così? Oppure Adele nasconde ben altri segreti? Come fa, soprattutto a sapere cose che non potrebbe sapere nessuno?
Questo romanzo non mi ha fatto dormire la notte. Ho voluto finirlo subito per cercare di capire cosa ci fosse dietro quelle mezze verità lanciate come bombe tra una scena e l’altra. Un libro dalla trama molto psicologica che unisce i vari protagonisti tra di loro come burattini mossi da fili invisibili. Ma chi è il vero burattinaio? Vi consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto per il finale, spettacolare è sconvolgente. Da perderci la testa.

Alla prossima

La gemella silenziosa- S.K Tremayne

9A97EE47-14B4-493D-83D5-619E92E6C05CLondra, marito e moglie sono dall’avvocato di famiglia per discutere dell’acquisto di un’isola al largo della Scozia lasciata in eredità dalla nonna paterna. Sembrerebbe una scena qualunque, una coppia normale. Ma se si guarda bene questa famiglia si vedrà  la troppa magrezza e tristezza di lei e l’alito di alcool di lui. Sarah e Angus sono genitori di due gemelline bellissime di sette anni, bionde, occhi azzurri e bianche come la neve: Kirstie e Lydia. Ma un anno prima Lydia è caduta dal balcone della casa dei nonni ed è morta, e nulla di quello che avevano costruito fino ad allora è bastato per riportarli la felicità.

Kirstie e Lidya Moorcroft erano completamente identiche: avevano gli stessi capelli chiari come la neve, identici occhi blu, lo stesso nasino a patata, lo stesso sorriso furetto e giocoso, la stessa boccuccia rosa perfetta quando sbadigliavano, le stesse ruchette, lentiggini e nei. Erano immagini allo specchio, ma senza capovolgimento. 

Per lasciarsi alle spalle il passato, cercando di non incappare nei luoghi dove hanno visto crescere la piccola, Sarah e Angus decidono di trasferirsi sull’isola di Eilan Torren(isola del tuono), dove sperano di ricominciare. Ma ben presto si accorgeranno che neanche qui il passato sembra volerli abbandonare. Infatti, la piccola Kirstie sembra sempre più silenziosa e cupa, nonostante sia sempre stata la sorella estroversa. Nel momento in cui madre e figlia rimangono sole, Kirstie confessa alla madre che lei è Lydia, che un anno prima quella a cadere è stata Kirstie, che i genitori hanno commesso un terribile sbaglio. Sensi di colpa, deliri, paure iniziano ad insinuarsi nelle crepe di questa famiglia, che già incominciava a sgretolarsi.

Perché continui a chiamarmi Kirstie? Kirstie è morta. Mamma io sono Lydia, è stata Kirstie a morire.”

Questo romanzo mi ha incuriosita sin dalla sua uscita. Se devo basarmi sulla descrizione dei personaggi o dell’ambiente, allora posso dire con assoluta certezza che mi ha preso veramente tanto. Sarah è una madre devastata, piena di paure, con la mente a pezzi. La sua memoria è ferma a quel giorno, non riesce ad andare avanti. Quando scopre la terribile verità, tutto il passato viene ribaltato, spiegandoci a poco a poco cosa potrebbe essere successo quel fatidico giorno. Kirstie o Lydia è una bambina molto triste, ha perso la sua gemella, la sua migliore amica. Ma la permanenza sull’isola porta la bambina a vederla dappertutto. Inquietanti sono i momenti in cui la bambina viene trovata a ridere da sola o a cantare con la voce della sorella morta. Il padre invece è una figura piuttosto marginale, che fa la sua comparsa quando entra in gioco una bottiglia di vino. L’unico momento davvero cruciale per lui è la sua confessione al migliore amico di una cosa successa sei mesi prima.
Parlavo anche dei luoghi descritti nel libro. Claustrofobici, paurosi, i vari posti, in particolar modo l’isola, si trasformano in vere stanze dell’orrore soprattutto di notte o quando piove molto forte.

A parte tutto ciò, la struttura narrativa e l’evolversi della storia mi hanno delusa. Sembra che il libro non riesca ad andare avanti, a dare una giusta regolarità all’intera vicenda, soffermandosi sempre e solo sul passato. Il finale, mi ha lasciata titubante, sicuramente aspettandomi qualcosa in più. Il romanzo, non è male, ma non può essere classificato come un vero e proprio thriller. Purtroppo non ne ha la stoffa.

Alla prossima

Fiori sopra l’inferno- Ilaria Tuti

F21B8A20-C545-42B9-8986-9ED6F6CDB18CHo voluto scoprire una scrittrice italiana che negli ultimi anni nel vasto panorama letterario ha lasciato un’impronta ben definita di se. Molto spesso infatti ho sentito parlare di Ilaria Tuti e di questo romanzo che pare essere una tappa obbligatoria per noi amanti del genere thriller. Anticonformista, obiettiva e molto lucida, questa scrittrice ha saputo creare una storia che nella sua semplicità punta dritta al cuore del lettore.
Nel bosco di Traveni, un piccolo paese stretto tra le mura di alte montagne, viene rinvenuto il corpo di un uomo. Completamente nudo, posto in posizione supina e al cui viso mancano gli occhi. Poco più in là in una posa innaturale, come a voler guardare la sua opera di arte, il fantoccio di un manichino composto dagli abiti dell’uomo. Il caso viene affidato a Teresa Battaglia, commissario specializzata in profiling . Sin da subito questa figura appare come una donna molto forte e dal piglio autoritario, che non perde tempo a prendere in giro il nuovo arrivato. Ma con il tempo scopriremo che questo carattere spigoloso è il frutto di tanti anni di abusi, perdite, privazioni.

Mi chiamo Teresa Battaglia e vedo oltre i fiori che crescono sul terreno. Vedo l’inferno che si spalanca sotto i nostri piedi”

Teresa non è la solita poliziotta che molto spesso incontriamo nei libri o nei telefilm. Una donna che non si cura del tempo che passa, viene presentata come poco femminile e sovrappeso. Sin da subito è chiaro che è diabetica e nel corso del racconto scopriremo che ha anche un’altra malattia che la sta divorando lentamente. Ma è la più brava nel suo campo, perché sa guardare oltre lo strato di ghiaccio superficiale, sa andare oltre.  Comprende infatti che l’uomo che stanno cercando non prova empatia con la vittima, che è uno molto organizzato e che non lascia traccia di se. Grazie ai vari salti temporali scopriremo una storia agghiacciante che riguarda proprio quel piccolo paese. Omissioni, cose non dette, mezze verità che rischiano di far sfuggire l’assassino.
La bravura della Tuti si vede soprattutto nella descrizione dei paesaggi. Innevati, fermi e statici al tempo stesso, sa regalare quasi una sorta di magia.

“La solitudine era una coinquilina discreta, che non invadeva mai gli spazi e lasciava tutto com’era. Non aveva odore, né colore. Era un’assenza, un’entità che si definiva per contrapposizione, come il vuoto, ma esisteva. ”

Sicuramente questo è un bel libro, da leggere per passare qualche ora piacevole. Non il caso letterario che tanti declamano, ma un bel libro, piacevole.

Alla prossima

Joyland- Stephen King

E4061A41-9A67-48B4-B863-E1DD3310E07FVenghino signori venghino. Qui siamo a joyland il più bel parco divertimenti d’America. Chissà a cosa avrà pensato King quando ha scritto questo piccolo gioiellino. Perché, diciamocela tutta, se dalla copertina togliessero il suo nome nessuno si accorgerebbe che è un suo libro.

Devin ha ventun anni e tutta la vita davanti, un piccolo lavoro alla mensa dell’università dove studia e una ragazza che lo ama. Ma l’estate la sua dolcissima metà decide di lasciarlo per un altro e il giovane Dev decide di trovare lavoro in un parco divertimenti. In quei mesi passati a lavorare la vita di Devin cambia radicalmente. A joyland impara presto cos’è la fatica ma soprattutto trova nuovi amici che lo supportano.  In questo clima gioioso però un’ombra sembra voler oscurare questo paesaggio idilliaco(King c’è sempre😆). Quattro anni prima infatti una ragazza è stata barbaramente sgozzata all’interno del tunnel degli orrori e il suo corpo gettato fra le cabine. Il suo fantasma aleggia in quello spazio manifestandosi di tanto in tanto ai poveri inservienti.

Da ventunenne, la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque, o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla

Nessuno è mai riuscito a trovare il colpevole, anche se alcune foto sono state scattate, ma nessuna che riesca a inquadrare il viso dell’assassino. Il nostro Devin chiede quindi a Erin, sua grande amica durante il periodo a Joyland, di trovare notizie su questa storia e ben presto ci si renderà conto che qui siamo davanti a un serial killer legato ai parchi divertimenti. Quello che più colpisce durante la lettura è che la storia si basa, però su altre tematiche. La dolcezza e la spensieratezza dei primi anni della vita adulta, la voglia di cambiare ma anche di rimanere legati alle proprie tradizioni, i primi amori che sembrano poter durare per sempre invece al primo soffio cedono come castelli di sabbia. Durante la sua permanenza a Joyland, Devin farà la conoscenza di vari personaggi fra cui Mike, un bambino di dieci anni affetto da una malattia che non li permette di camminare e della sua mamma, fiera e volitiva.  Questi incontri permetteranno a Devin di maturare, crescere e vivere la sua estate. Porteranno anche noi lettori ad emozionarci e scoprire una delicatezza che mai avremmo visto nel grande Maestro.

 

La gente pensa che il primo amore sia tanto dolce, e lo diventi ancora di più quando il legame si spezza. Conoscerete almeno un migliaio di canzoni pop e country sull’argomento, con qualche povero scemo dal cuore infranto. Ma quella prima ferita è la più dolorosa, la più lenta a guarire e lascia una cicatrice orribile. Che ci sarà di dolce…