Fiori sopra l’inferno- Ilaria Tuti

F21B8A20-C545-42B9-8986-9ED6F6CDB18CHo voluto scoprire una scrittrice italiana che negli ultimi anni nel vasto panorama letterario ha lasciato un’impronta ben definita di se. Molto spesso infatti ho sentito parlare di Ilaria Tuti e di questo romanzo che pare essere una tappa obbligatoria per noi amanti del genere thriller. Anticonformista, obiettiva e molto lucida, questa scrittrice ha saputo creare una storia che nella sua semplicità punta dritta al cuore del lettore.
Nel bosco di Traveni, un piccolo paese stretto tra le mura di alte montagne, viene rinvenuto il corpo di un uomo. Completamente nudo, posto in posizione supina e al cui viso mancano gli occhi. Poco più in là in una posa innaturale, come a voler guardare la sua opera di arte, il fantoccio di un manichino composto dagli abiti dell’uomo. Il caso viene affidato a Teresa Battaglia, commissario specializzata in profiling . Sin da subito questa figura appare come una donna molto forte e dal piglio autoritario, che non perde tempo a prendere in giro il nuovo arrivato. Ma con il tempo scopriremo che questo carattere spigoloso è il frutto di tanti anni di abusi, perdite, privazioni.

Mi chiamo Teresa Battaglia e vedo oltre i fiori che crescono sul terreno. Vedo l’inferno che si spalanca sotto i nostri piedi”

Teresa non è la solita poliziotta che molto spesso incontriamo nei libri o nei telefilm. Una donna che non si cura del tempo che passa, viene presentata come poco femminile e sovrappeso. Sin da subito è chiaro che è diabetica e nel corso del racconto scopriremo che ha anche un’altra malattia che la sta divorando lentamente. Ma è la più brava nel suo campo, perché sa guardare oltre lo strato di ghiaccio superficiale, sa andare oltre.  Comprende infatti che l’uomo che stanno cercando non prova empatia con la vittima, che è uno molto organizzato e che non lascia traccia di se. Grazie ai vari salti temporali scopriremo una storia agghiacciante che riguarda proprio quel piccolo paese. Omissioni, cose non dette, mezze verità che rischiano di far sfuggire l’assassino.
La bravura della Tuti si vede soprattutto nella descrizione dei paesaggi. Innevati, fermi e statici al tempo stesso, sa regalare quasi una sorta di magia.

“La solitudine era una coinquilina discreta, che non invadeva mai gli spazi e lasciava tutto com’era. Non aveva odore, né colore. Era un’assenza, un’entità che si definiva per contrapposizione, come il vuoto, ma esisteva. ”

Sicuramente questo è un bel libro, da leggere per passare qualche ora piacevole. Non il caso letterario che tanti declamano, ma un bel libro, piacevole.

Alla prossima

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