Non ti addormentare- S. J. Watson

0DBF4E6F-B5A1-473D-BE35-E601E9550611Salve cari lettori, maggio sta per finire e io concludo in bellezza questo mese con un altro thriller che mi è davvero piaciuto tanto. “Non ti addormentare”, da cui hanno tratto anche un film, racconta la storia di Christine, una donna di quasi cinquant’anni che ogni giorno si sveglia e non ricorda chi è. Certa che l’uomo con cui dorme è solo l’ennesima avventura di una notte di una giovane ventenne, recandosi in bagno e guardandosi allo specchio, si rende invece ben presto conto che il suo viso è solcato da rughe, e che quello nel suo letto è Ben suo marito.

Sto scivolando, sempre più giù. Verso il buio. Non devo addormentarmi. Non devo addormentarmi. Non. Devo. Addormentarmi.

Ogni giorno è sempre la stessa storia, Ben le deve ripetere chi è, le loro abitudini, quello che amano fare, la storia della loro vita. E ogni notte, come se un grande tasto Reset cancellasse tutti i ricordi, la memoria della protagonista si svuota quasi completamente di ogni informazione. Un giorno squilla il suo cellulare e all’altro capo l’uomo con cui parla si presenta come dottor Nash, che sembra conoscere molti dettagli della sua vita e le ricorda che ogni settimana si incontrano per portare avanti una terapia. Tutto ciò all’insaputa di Ben. Le ricorda anche l’esistenza di un diario sopra il quale Christine, per aiutarsi a ricordare, sta trascrivendo tutto ciò che le accade durante il giorno. sempre con questo monito in testa che “Ben sta mentendo”, Christine è molto divisa fra ciò che sa e ciò che sta incominciando a ricordare.

Il libro è diviso in tre parti, la prima riguardante il risveglio di Christine, il secondo la lettura in contemporanea con la protagonista del suo diario, e infine l’ultima parte che svela finalmente le carte in tavola. A me questo romanzo è piaciuto davvero tanto, la storia di Christine che ogni giorno si ripete potrebbe portare il lettore ad annoiarsi, ma così non è. Ogni giorno un nuovo indizio, una nuova traccia rende la storia sempre più affascinante, portandoci in uno stato confusionale, quasi identico a quello della protagonista. Fino ad arrivare al colpo di scena finale, che diciamocelo tutti, nessuno si aspetterebbe. I thriller psicologici di questo calibro sono veramente ricchi di spunti e ti prendono in un modo tale che nessun tipo di omicidio potrebbe essere rimpianto. Christine ricorda e non ricorda, ed è davvero questo su cui si basa l’intera struttura del racconto. Ma quello che ricorda è la verità? O è solo frutto dell’immaginazione? Al lettore l’ardua sentenza.
Alla prossima

Follia profonda- Wulf Dorn

CBA0D9AA-AB0F-44F0-8723-A8CA8C073966Dopo soli pochi giorni ho finito di leggere questo thriller. Con Dorn, devo ammettere ho un rapporto di odio/amore, non tutti i suoi libri infatti meritano di essere letti, ma questo rappresenta un piccolino gioiellino che da’ grandi soddisfazioni. Piccola premessa: ho letto quasi dappertutto che non è obbligatorio, ma consigliabile leggere prima “il superstite”, in cui ritroviamo alcuni dei personaggi presenti poi in “Follia profonda”.
Dorn come sappiamo ama le ambientazioni psichiatriche, posti dove la follia è presente in maniera prevalente. Quindi incontriamo Jan, psichiatra molto famoso, conosciuto per un caso che lo ha implicato in prima persona(vedi premessa). Durante il turno di lavoro riceve un mazzo di rose rosse, convinto che sia stata la sua compagna, da’ poco peso alla cosa è non si chiede minimamente se invece fosse il dono di qualcun altro.

I fantasmi esistono davvero. Non vanno in giro scuotendo catene o ululando in luoghi maledetti. No, vanno dove possono farci più paura: nella nostra testa. Li incontriamo scendendo una scala buia in cantina, oppure quando ci perdiamo di notte in un quartiere deserto di una città sconosciuta. A volte basta persino essere in una stanza perfettamente silenziosa

Però qualcuno inizia a spiarlo, a lasciarli strani disegni sul parabrezza dell’auto e poi sullo zerbino di casa. Qualcuno che vuole essere notato ma non vuole farsi vedere, una figura femminile che tenta di ostacolare qualsiasi donna prova ad avvicinarsi al suo Jan. Incominciano quindi le chiamate, una voce quasi infantile, delirante afferma che lei e lo psichiatra sono legati in un modo indissolubile, che un piano che nei sogni della mitomane ha già rivelato, ora si dovrà attuare nella realtà. Inizia così la discesa negli inferi e la conoscenza di questa donna disturbata e malata che si presenta con il nome di Jana(😅)e al resoconto dettagliato del motivo che l’hanno portata a diventare quella che è. Ci troveremo davanti una storia che riassume un crescendo di ansia e terrore, un mix di bugie che porteranno alla sorprendente quanto quasi sconcertante verità finale.

“ L’animo umano vive nascosto e, quando si spezza, avviene in silenzio. Non ci sono schianti né tintinnii come con la porcellana o il vetro. Solo quando è già troppo tardi, si vedono le schegge.”

La storia è scritta davvero bene, non ci sono tentennamenti o fronzoli da contorno che distolgono l’attenzione del lettore. Quello su cui si concentra è semplicemente la storia. I fatti nudi e crudi vengono narrati in modo squisitamente semplice in modo tale da risultare subito chiari. Forse, l’unica cosa che avrei modificato è   il finale. Troppo poco consono alla storia. Anzi, direi quasi che l’epilogo sarebbe da cancellare definitivamente dando così una degna conclusione a questa bellissima storia.

Alla prossima 

A discovery of witches- Deborah Harkness

Dopo 20 giorni di lettura sono riuscita finalmente a terminare un libro di ben 800 pagine. I miei occhi gridano pietà (e invece io ho già iniziato un altro romanzo🤪). Il libro, edito Piemme, ha cambiato la sua copertina in onore della serie tv che Sky ha pensato bene di proporre quest’inverno. Io, non conoscendo questo libro, ho visto prima la serie tv. Ho comprato il romanzo sperando di avere qualche anticipazione sulla prossima stagione, e invece no😭, l’autrice ha deciso di lasciarmi li, a cercare di capire cosa ne sarà dei miei amati protagonisti.

TUTTO EBBE INIZIO CON L’ASSENZA E IL DESIDERIO
TUTTO EBBE INIZIO CON IL SANGUE E LA PAURA
TUTTO EBBE INIZIO CON LA SCOPERTA DELLE STREGHE

Streghe, vampiri e demoni, ci sono proprio tutti in questa storia intrisa di mistero e tanta magia, che si sviluppa principalmente da inizio settembre fino al 31 ottobre, giorno di Halloween, giorno in cui il mondo che separa i vivi dai morti è molto labile. Siamo ad Oxford, e qui incontriamo per la prima volta Diana Bishop, storica, docente americana che si occupa principalmente di alchimia. Proprio per i suoi studi, nella biblioteca della Bodleaiana richiede un manoscritto molto antico, l’Ashmole 782. Ma una volta consultato si rende ben presto conto che non è un libro come gli altri, ma è protetto da magia. Tutte le creature si accorgono ben presto che qualcosa è cambiato, che una strega molto potente è riuscita ad avere per le mani un libro scomparso ben 150 anni fa. Solo che Diana non è una strega potente, o almeno, ancora non sa di esserlo, è solo una storica con il dna magico che ha deciso di cancellare la stregoneria dalla sua vita, dopo che i suoi genitori sono stati barbaramente uccisi. Nessuno però sembra credere che Diana non sappia usare i suoi poteri e qualsiasi personaggio di questa storia decide di avvicinarla per carpirle informazioni. Anche Matthew De Clermont è uno di questi individui. Vampiro molto potente e scienziato rispettato, Matthew avvicina Diana a poco a poco, cercando di capire dove sia finito L’ Ashmole, quello però che non si aspettava e che la strega potesse fargli desiderare di possederla.

Inizia così una storia travagliata, un detto non detto che porta i protagonisti a desiderare il proibito, ciò che una Congregazione anni e anni fa ha deciso di abolire: l’accoppiamento fra creature diverse. Ma Matthew e Diana decidono che il loro amore, quel desiderio che li unisce e si insinua sotto pelle deve esplodere. Tutto ciò porterà a una dura lotta che vedrà contrapporsi fazioni diverse e creerà alleanze davvero inaspettate.
Il libro è davvero ben scritto, ricco di descrizioni che arricchiscono la storia e non la appesantiscono. L’unico problema è la mole del romanzo, davvero troppo lungo. Cioè bisogna armarsi di tanta pazienza e di molto tempo a disposizione. Però la storia merita e il desiderio richiamerà ulteriormente la vostra voglia di vedere insieme quest’isola due personaggi così affascinanti è molto, poco umani.

Alla prossima

La vita bugiarda degli adulti- Elena Ferrante

E9A74E85-5360-43DB-A491-42954EDB3FF1Bentrovati cari lettori,  finalmente posso tirare le somme per le mie letture di Aprile. Sono andate molto a rilento, causa bimbi che pretendono tutta la mia attenzione. Questo della Ferrante è stato un romanzo di scoperta dell’autrice. Ahimè, non avevo mai letto nulla di suo. Eppure ho visto la serie tv tratta da “l’amica geniale”. Devo dire che la Ferrante ha uno stile narrativo che ti prende. Molto fluido e veloce, le sue parole ti scorrono addosso portando a porti domande sull’esistenza stessa. Posso anche dire che la storia raccontata in questo libro non mi ha preso particolarmente. Giovanna, la giovane protagonista, scopre suo malgrado che i suoi genitori, che lei ha sempre considerato i suoi eroi, la paragonano alla zia Vittoria, sorella del padre, temuta e odiata, rappresentata quasi sempre come brutta e più cattiva di una iena. Mortificata per la somiglianza, Giovanna incomincia a porsi domande sulla sua famiglia, su come sia davvero questa zia tanto odiata, su come il suo aspetto tanto spesso idolatrato, possa durante una fase di transizione che è l’adolescenza, apparire sempre più simile ad una parente mai conosciuta.

Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione.

Ed è così che andiamo alla scoperta di un’altra Napoli, più cruda, più vera. Vittoria non ha peli sulla lingua, non permette alla nipote di crogiolarsi negli agi acquisiti nel corso degli anni. Porta Giovanna a conoscere un’altra versione di se, sopita, interrotta, che spezza a metà la giovane vita. Giovanna inizia a conoscere e comprendere dinamiche famigliari fini ad allora messe a tacere. Tenta di dare una forma e una sostanza a quello che una volta era il suo rifugio sicuro. I genitori diventano piano piano più distanti e sfocati, apparendo come un sottofondo musicale, spesso fastidioso.
Quello che mi ha colpito del romanzo è la ferocia con cui tutto viene descritto, come una voglia irrefrenabile di dare voce a pensieri celati che hanno a che fare con tutti noi. Tratti di vita quotidiana che ci rappresentano e si ripropongono di casa in casa, di paese in paese.

Come ho detto la storia non mi ha preso del tutto. Se da un lato abbiamo una scrittura e una scrittrice coinvolgente, dall’altro abbiamo una protagonista lagnosa, che non permette a nessuno di avvicinarsi, che anzi preferisce guardare tutta la sua vita come un enorme fase negativa o nuvoletta nera che la pedina e rincorre.

E si era più veri quando si vedeva ogni cosa nitidamente o quando i sentimenti più robusti e densi- odio, amore- ti accecavano?

Alla prossima

Il manoscritto- Frank Thilliez

A79FC33E-3D53-45D4-95A4-5B65976325C9Definire un libro il romanzo dell’anno è davvero difficile, ma non valutare così questo libro sarebbe davvero un’eresia. Complice una promozione della Fazi per questo momento di grande crisi e varie recensioni entusiaste, ho deciso di leggere questo thriller. Partendo dal prologo, il romanzo parte con quel “di più” che fa pregustare una lettura da tenere incollati alle sue pagine. Come un romanzo nel romanzo, il prologo è affidato al figlio dello scrittore, Caleb Trackman, che decide di svelare che questo romanzo sia stato scritto dal padre, ma le ultime dieci pagine non sono mai state completate per via della morte dello scrittore. Quindi sarà proprio il figlio a scriverle e a inventarsi un finale degno del padre.

un romanzo è un gioco di illusioni, tutto è vero quanto è falso, e la storia inizia a esistere sono nel momento in cui voi la leggete”.

Conosciamo Leane Morgan, scrittrice di thriller di successo, sotto lo pseudonimo di Enaël Miraur. Léane è sposata con Jullian e hanno una figlia Sarah, che all’età di 16 anni, durante una corsa, viene rapita proprio sulla soglia di casa. Sono passati quattro anni dal rapimento della figlia, e anche se il suo rapitore è stato arrestato e man mano sta svelando i luoghi dove ha sepolto le sue vittime, i Morgan non hanno ancora un corpo su cui piangere. Dopo la sua scomparsa, Léane ha deciso di vivere a Parigi, mentre Jullian continua disperatamente a vivere nella casa sulla baia nel Nord della Francia. Parallelamente ai Morgan, conosciamo anche l’ispettore Vic Altran, dotato di una memoria formidabile, capace d’immagazzinare qualsiasi informazione provenga dall’ambiente esterno. Il poliziotto si ritrova sulla scena di un incidente d’auto, al cui interno viene ritrovato un corpo il cui viso è stato scuoiato e a cui le mani sono completamente staccate dalle braccia. La storia, seppur viaggiando parallelamente, ad un certo punto s’intreccia, fino a creare una ragnatela così spessa e complessa, che chiunque di noi ci rimane intrappolato.

Questo libro è un puzzle, l’autore ha giocato molto con noi, disseminando indizi qui e lì, cercando di depistarci o illuderci. La storia è raccontata in modo magistrale, ha uno stile scorrevole e piacevole, che ti vien voglia di leggere e leggere all’infinito. I personaggi, i dialoghi, i pensieri sono raccontati in modo tale da non lasciare nulla al caso. Soprattutto nella descrizione dei paesaggi, l’autore ha deciso di permetterci di vivere un’esperienza quasi  fiabesca, dando vita a luoghi che sembrano usciti da un catalogo per le vacanze.

Molto spesso la descrizione di alcune scene rasenta l’orrore puro e crudo, ma quello che rimane nella mente è l’indagine che il lettore dovrà portare avanti, come una partita di scacchi con il narratore stesso. Si, perché saremo noi a dover risolvere il mistero che lo scrittore ci porrà proprio alla fine del libro, in un finale sconvolgente che non lascia spazio a critiche ma solo a lodi. Quindi, cari lettori, acquistate questo libro per poter beneficiare di momenti di vero e sublime relax per la mente.

Alla prossima

L’ipnotista- Lars Kepler

838D8A56-61F2-46DD-A7CA-984F2451ECBABentrovati cari lettori. Finalmente sono riuscita a leggere ma soprattutto a terminare questo thriller della coppia Lars Kepler. Ovviamente è uno dei più famosi thriller in giro, e solo adesso sono riuscita a comprarlo. Il libro è un bel mattone, quasi 600 pagine, di cui avrei tolto almeno un 200. Mi è piaciuto? Sapete che ancora non lo so? Cioè secondo me è partito bene, poi si è perso, recuperando verso metà libro per poi perdersi di nuovo. State impazzendo? Ecco quello che è capitato in una settimana di full immersion.

Erik Maria Bark ( l’ipnotista), è molto famoso nel suo campo. Ma dieci anni prima decide di sospendere la sua attività per ragioni molto importanti.  La sera dell’8 dicembre viene chiamato da un poliziotto che lo convoca nel reparto di rianimazione dell’ospedale. Qui è ricoverato Josef Ek, diciassettenne, unico superstite di una strage famigliare. Il padre, trovato morto nel campo dove si allenava, la madre e la sorellina di 5 anni in casa. Chi ha compiuto questo omicidio si è scatenato contro le vittime con una violenza inaudita, togliendo loro anche degli arti.  Josef è l’unico che ha visto in faccia il colpevole, ma non può parlare, per via del coma nel quale versa. Allora l’unico modo per sapere qualcosa è sottoporlo ad ipnosi. Dapprima restio, Erik, riesce a convincersi, grazie anche al fatto che la sorella più grande che al momento non era in casa, potrebbe trovarsi ancora in pericolo. Ma l’ipnosi non va come dovrebbe. Dai racconti di Josef la storia è andata molto diversamente da quel che si pensava.

Qui il lettore direbbe “ Ma che bella storia, chissà come continua”. Non continua, punto. Perché gli autori decidono di mettere in mezzo il rapimento del figlio del l’ipnotista. Che non c’entra quasi nulla con la strage della famiglia Ek. Quindi accantonate quella storia e proseguite con questa. Anche se ad occuparsi delle indagini abbiamo il bel ispettore Joona Lynn (forse l’unico personaggio da salvare), chiunque in questa storia si improvvisa investigatore. Quindi abbiamo la moglie di Erik che con il padre inseguono una pista. E la pista riguarda i POKEMON. Ebbene sì. Ma ovviamente leggete e capirete. Erik, invece, preoccupato a non far finire le sue medicine(droghe), incomincia a capire che forse il suo passato ha a che fare con tutta questa storia. E quindi il romanzo continua ritornando indietro di dieci anni, a quel gruppo di ipnosi dove molti pazienti di Erik avevano un passato altamente tormentato e alcuni di loro non erano solo vittime di soprusi ma erano gli stessi carnefici.

Detto ciò lascio a voi il compito di valutare il libro. Devo dire che ho fatto abbastanza fatica a finirlo, proprio per alcune sue parti che mal centravano con il tutto. La parte che ho preferito è proprio il racconto del passato di Bark, che sottolinea e mette in scena una storia molto ben sviluppata e altamente appassionante. Per il resto, di oscuro è spaventoso, per me c’è veramente ben poco.
Alla prossima

 

La casa delle voci- Donato Carrisi

06160F16-1329-45E9-B1DF-34F161735029Pietro Gerber è l’addormentatore di bambini. Svolge un lavoro non affatto semplice, cioè psicologo infantile specializzato in ipnosi. I suoi sono casi da tribunale, complessi, difficili. Ogni giorno si trova costretto a decidere se un bambino mente o sta dicendo la verità. Un giorno riceve una telefonata dall’Australia da parte di una collega che li chiede se è possibile prendere sotto terapia una donna che sta arrivando in Italia per un delitto avvenuto anni fa.  Dapprima scettico, vista l’età della paziente, sentita la storia, Pietro accetta di seguirla.

Hanna Hall è una donna anonima, cerca di confondersi con la gente e porta dentro di se un terribile segreto. Ricorda che quando era piccola, con i suoi genitori si spostava da un posto all’altro, cercando vecchi casolari abbandonati, per poter fuggire da qualcosa o da qualcuno. Proprio grazie all’ipnosi i vari tasselli si andranno a rimettere al loro posto, creando però sempre più scompiglio alla storia. Hanna, infatti è convinta di aver ucciso il suo fratellino Ado. Un bimbo che i genitori trasportavano da una casa all’altra dentro una bara.

“Nessuno vuole veramente ascoltare ciò che hanno da dire i bambini. ”

Come sempre Carrisi ha creato la sua magia. Ha dato vita a una storia piena di suspence e colpi di scena. Ogni capitolo ha un suo scopo e un finale che ti costringe a girare pagina e a continuare a leggere. Il nostro psicanalista è descritto come un uomo serio e devoto alla sua professione, legato in ogni caso ad un bambino, si trova invischiato suo malgrado un una serie di cose a cui mai avrebbe pensato. E, anche la sua mente così scettica e avulsa da credenze e superstizioni, si trova costretto a dare quasi ragione a eventi altrimenti inspiegabili.

Dopo aver letto vari suoi libri, trovarsi di fronte a eventi del genere ti lascia totalmente spiazzata. Abituati come siamo a omicidi e casi polizieschi, la storia de “la casa delle voci” è tutto un altro livello. E devo dire che Carrisi in questo caso si è superato, inquietandosi quel tanto da dubitare di tutto. Nei vari mesi ho letto davvero tanti thriller, che per mia o loro sfortuna, sono riuscita sempre a decifrare sin da subito. Ma qui no, qui mi sono fottuta completamente il cervello a dare una spiegazione logica al tutto. Ma questa spiegazione logica non c’era. E che dire del finale? Ho girato pagina sperando in qualcos’altro, un aiuto, un’ancora di spiegazione. Ma nulla. Un finale pazzesco!!

Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra. Oppure, il più pericoloso.

Orfani di Carrisi, e ora cosa leggo? Nulla può competere con questo capolavoro😞. Ci penserò davvero su

Alla prossima

The girl next door- Phoebe Morgan

CBCEC011-89FE-4926-B2F7-7DCD2783455FCari lettori, un altro libro è andato. Per fortuna, questa volta, sono stata deliziata da una storia davvero molto bella. Per la casa editrice Leone editore è uscito un romanzo thriller che mi ha spiazzata, portandomi a dubitare persino di me stessa.  Phoebe Morgan ha saputo costruire una storia con un’intelligenza creativa sublime, dove non c’è nulla di scontato, dove la fanno da padrone l’astuzia e la capacità di prendere in giro chiunque.
I vari capitoli sono raccontati, in terza persona, da Jane vicina di casa della famiglia  Edwards, la cui figlia Clare sarà ritrovata uccisa con un colpo alla testa in un giardino poco distante dalla sua abitazione. L’altra voce narrante è Madeline Shaw sergente che si occupa delle indagini. E, infine, alcuni capitoli saranno affidati proprio a Clare, che racconterà in prima persona tutto ciò che porterà al suo assassinio.
Siamo ad Ashdon una cittadina non lontana da Londra, dove tutti si conoscono e le famiglie che la abitano sono del ceto medio-borghese. Gli Edwards e i Goodwin hanno le più belle case della città e sono poste una accanto all’altra, come per dare sfoggio della loro raffinatezza a chiunque le guardi. Il 4 febbraio, Clare, sedicenne figlia di Rachel Edwards scompare misteriosamente. Sia la madre che il patrigno la cercano disperatamente ovunque, ma il suo corpo verrà ritrovato solo qualche ora più tardi.  E da qui, parte la caccia all’uomo, cercando in chiunque il colpevole di un omicidio davvero inspiegabile.

In questa storia molta importanza avranno i Goodwin, tra cui Jane, che racconta dal punto di vista del vicinato cosa accade e cosa bisogna tenere presente in un posto come Ashdon. La sua è la classica famiglia perfetta, tre figli e un marito, il dottore del paese , che sono l’emblema di come chiunque dovrebbe sempre apparire al meglio. Solo che dietro questa celata perfezione esiste un lato ben più difficile da spiegare, qualcosa che serpeggia nelle crepe di un matrimonio “perfetto”.

 

Ashdon è un piccolo villaggio di 3193 abitanti. L’insegnante cittadina di trova proprio in centro, di fronte agli edifici scolastici e accanto alla riva del fiume Bourne. Non è il genere di posto in cui accadono disgrazie, perciò la morte di Clare Edwards provoca a tutti un tremendo shock.

Il libro come ho già detto, mi è piaciuto molto. Non ha la pretesa di raccontare una storia sanguinaria o che basa le sue fondamenta su qualcosa di osceno. Quello su cui si poggia sono le apparenze, quelle lucide e perfette apparenze che ognuno degli abitanti tenta in tutti i modi di preservare, cercando attraverso il pettegolezzo e il chiacchiericcio di buttare fango su chi non è considerato al loro livello. L’autrice è stata brava nel descrivere i vari personaggi (anche se avrei voluto che al sergente Shaw fosse stato dato più spazio), le loro insicurezze, i loro pensieri. E soprattutto al non far capire nulla fino all’ultimo, al non farmi comprendere chi abbia assassinato Clare. Consiglio quindi di leggere questo romanzo per passare delle bellissime ore di relax.
Alla prossima

 

 

L’incubo di Hill House- Shirley Jackson

9F43D9AC-8B22-444D-B140-36DA92404B7ANessun organismo vivente può continuare per molto a mantenere la propria sanità mentale in condizioni di realtà assoluta: anche gli uccellini e le cavallette, dicono, sono capaci di sognare. Hill House, insana, stava da sola contro le colline contenendo in sé solo buio, era stata così per ottant’anni e tale poteva rimanere per altri ottanta. All’interno, le pareti continuavano ad essere erette, i mattoni a stare uno accanto all’altro, i pavimenti erano saldi e le porte assennatamente chiuse. Il silenzio si stendeva sul legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa fosse lì dentro, vagava in solitudine

Data questa premessa, questo fantastico incipit, molti di noi si aspetterebbero un romanzo da fuoriclasse, un thriller gotico da farti accapponare la pelle. Nulla di tutto questo è successo. Ho riposto in questo romanzo le mie più alte aspettative e tutte, dico davvero tutte, sono state deluse. Partiamo dal fatto che libro e serie tv hanno in comune una casa gigantesca e il nome di alcuni personaggi. Stop. La serie tv, che io ho amato, fa riaffiorare tutte le nostre più antiche paure, quelle viscerali, il fantomatico uomo nero che i genitori ci propinano per farci andare a letto prima quando siamo più piccoli. Il libro, per fortuna, di poche pagine, racconta dell’arrivo ad Hill House di un gruppo di persone, guidate dal professor Montague esperto in fenomeni paranormali. Questo gruppo abbastanza eterogeneo vede la presenza di Eleonor Vance, una giovane donna, che persa la madre e senza nessuno ad aspettarla decide di prendere la palla al balzo e compiere un viaggio che la porterà ad allontanarsi per sempre dalla sua vecchia vita.  Di Theo, di cui conosciamo solo la sua capacità di leggere il pensiero(che mai verrà fuori nella storia) e la sua fame di vita continua. E Luke, unico erede di Hill House, con la forte predilezione per il brandy e gli oggetti costosi. Si aggiungeranno, solo alla fine, la moglie del professor Montague e un suo amico? Conoscente? Non è dato saperlo, che poco contribuiranno alla storia. Cosa faranno questi individui dentro Hill House? Ma ovvio giocano a scacchi e progettano pic-Nic. Durante alcune notti avremo la comparsa di entità sovrannaturali che decideranno di battere alle varie porte o imbrattare di sangue i vestiti di Theo.

C’è una lista impressionante di tragedie collegate a Hill House, ma è anche vero che è così per la maggior parte delle case. Dopotutto per persone devono pur vivere e morire da qualche parte, ed è difficile che una casa esista per ottant’anni senza veder morire fra le sue mura alcuni dei suoi abitanti.

Purtroppo, boccio in pieno questo libro. Mi aspettavo molto di più. Posso solo dire che lo stile narrativo della Jackson in compenso mi è piaciuto molto. Ma la caratterizzazione dei personaggi, il contesto, la storia in se non merita la sufficienza. Mi spiace.

Alla prossima

Misery- Stephen King

B73A6462-6416-4B32-A500-BBC5EBC445D4In questi giorni di quarantena forzata, la mia velocità di lettura è stata compromessa. Complici i bimbi a casa e sempre troppe cose da fare, ho finito di leggere questo libro in una settimana(di solito lo finirei in due-tre giorni). Misery è uno di quei libri che nella vita devi aver letto per forza. Anche perché King quasi mai sbaglia un colpo(escludiamo qualche caduta recente). Un libro semplice all’apparenza, ma in realtà così intricato da non riuscire a staccarsene. Annie Wilkies è un donnone di mezz’età, paranoica e solitaria, che abita in una fattoria nel Colorado. Un giorno, durante una nevicata bella forte, vede una macchina uscita fuori strada e va ad aiutare colui o colei che si trova nell’abitacolo.  Ma la sorpresa più grande è che il guidatore altro non è che Paul Sheldon, lo scrittore di “Misery” , il suo romanzo preferito e nonostante le gambe spezzate, Annie non ci pensa due volte e lo porta a casa sua.

Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
L’arte consiste nella perseveranza del ricordo.

Per Paul il risveglio è un trauma. Senza gambe, in una casa che non conosce e con una donna che si ritiene la sua fan numero uno. Ogni giorno Paul imparerà qualcosa in più sulla padrona di casa, saprà con esattezza che è meglio non farla arrabbiare, pena la perdita totale di una parte del suo corpo. E quando Annie li chiede di continuare a scrivere il seguito di Misery, lui è costretto a ridare vita ad un personaggio che ha sempre odiato. I mesi si susseguono in un’oscillante pendolo di paura e tensione, ma anche di estrema consapevolezza. Consapevolezza che per fuggire, Paul dovrà contare solo su se stesso.

La verità di ogni cosa era orribilmente semplice, era così spaventosamente semplice. Moriva piano piano, ma morire in quel modo non era così terribile come aveva temuto. Però si stava anche dissolvendo, ed era orribile, perché era da imbecilli.

Il romanzo è davvero bello, claustrofobico, pauroso. Annie è un personaggio inquietante ma materno, che alterna quei momenti di pazzia assoluta a momenti di lucidità e comprensione. E sono proprio quei momenti che tutti noi lettori aspettiamo con ansia. Leggendo si soffre, si soffre davvero tanto. Scene raccapriccianti che ti si attaccano addosso. La vera scoperta è il non utilizzo questa volta, da parte di King, del paranormale. Ho apprezzato questa scelta, perché a volte il terrore semplice e puro scaturisce da una trama molto semplice. E con questo libro il Maestro ne ha dato prova.

Alla prossima